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RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ, MODELLI DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO |
In ossequio a tali principi, Fidelitas SpA, con delibera del C.d.A. del 6 dicembre 2007 ha adottato il modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.lgs 231/2001 ed ha nominato l’Organismo di Controllo.
Fidelitas SpA, ha adottato il modello non soltanto per conformarsi alle novità legislative beneficiando dell’esimente prevista dal D.lgs 231/2001, ma anche per migliorare la Corporate Governance, limitando il rischio di commissione dei reati.
Il modello adottato, ferma restando la sua finalità peculiare, è stato calato nella realtà aziendale, in particolare adottando il proprio sistema dei controlli interni, prevedendo le finalità specifiche di garantire la conformità delle prassi aziendali alle norme etiche ed al corretto e lecito svolgimento delle attività.
In quest’ottica Fidelitas SpA ha identificato i propri processi e formalizzato le procedure operative inerenti le attività tipiche evidenziandone le responsabilità, le condotte e le prassi che si richiede siano rispettate dai sottoposti. Inoltre, per le attività a rischio di reato non tipiche, sono stati definiti specifici protocolli di natura organizzativa, fisica o tecnologica.
Il modello adottato coinvolge ogni aspetto dell’attività della Società, attraverso la netta distinzione dei compiti operativi da quelli di controllo, con l’obbiettivo di gestire correttamente le possibili situazioni di rischio e/o di conflitto d’interesse. In particolare i controlli coinvolgono, con ruoli e a livelli diversi, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale, la Direzione, l’Ispettorato, il nuovo Organismo di Controllo, tutto il Personale e, laddove ritenuto possibile ed efficace, i sistemi, rappresentando in tal modo un’attributo imprescindibile dell’attività quotidiana della Società.
Il modello rappresenta quindi un sistema strutturato ed organico di processi, procedure, ed attività di controllo (preventivo ed ex post), che ha l’obbiettivo di permettere la consapevole gestione del rischio di commissione dei reati, mediante l’individuazione delle attività a rischio di reato e la loro conseguente regolamentazione attraverso procedure.
In particolare, le procedure manuali ed informatiche (i processi gestiti dai sistemi informativi) sono tali da regolamentare lo svolgimento delle attività, prevedendo gli opportuni punti di controllo (quali quadrature e verifiche sull’operato di terzi operatori e soggetti periferici), adeguati livelli di sicurezza e l’adozione di idonei supporti documentali per poter procedere, in ogni momento, all’effettuazione di controlli che attestino per ogni operazione caratteristiche e motivazioni e che consentano l’individuazione di chi l’ha autorizzata, effettuata, registrata e verificata.
Inoltre, nell’ingegnerizzazione dei processi, laddove è possibile, è stata introdotta la separazione di compiti tra coloro che svolgono attività cruciali di un processo a rischio e sono stati considerati i principi di trasparenza e verificabilità.
Per quanto concerne gli aspetti di controllo il modello, oltre a prevedere l’istituzione di un autonomo ed indipendente Organismo di Controllo a ciò preposto (OdC), garantisce l’integrazione ed il coordinamento delle attività di quest’ultimo con il già esistente sistema dei controlli interni, facendo patrimonio delle esperienze maturate. Il modello non modifica le funzioni, i compiti e gli obiettivi preesistenti del sistema dei controlli, ma mira a fornire maggiori garanzie circa la conformità delle prassi e delle attività aziendali alle norme del Codice Etico e della normativa aziendale che ne declina i principi.
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In particolare l’Organismo di Controllo nominato dal Consiglio di Amministrazione è a composizione collegiale e ne fanno parte due professionisti esterni (uno dei quali con funzione di Presidente) nonché il Responsabile Area Qualità e Sicurezza interno. |
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